Gentile Socio, con provvedimento 144/24 IVASS ha introdotto un ennesimo obbligo in campo agli intermediari assicurativi mutuato da regolamenti per le banche senza la minima attenzione all’adattamento alla nostra Categoria.
Entro il 30.6.2026 era quindi necessario nominare un consigliere responsabile dell’antiriciclaggio.
A livello pratico questo altro assurdo obbligo prevede quanto segue:
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Intermediari che operano tramite società con organo collegiale: la nomina deve avvenire fra i componenti del CdA;
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Intermediari che operano tramite società con amministratore unico: la figura coincide con quella dell’amministratore unico;
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Intermediari che operano come ditta individuale il ruolo viene ricoperto dal titolare dell’attività.
L’obbligo è previsto però solo per gli intermediari assicurativi “sopra soglia” (premi lordi vita oltre 15mln e iscritti RUI oltre 30), che hanno anche l’obbligo di istituire la funzione antiriciclaggio, con scadenza 30 giugno 2026.
Nessuna altra associazione di Categoria si è voluta unire a noi per opporre resistenza a questo ennesimo adempimento privo di senso per la massa di intermediari ed anzi il Sindacato Nazionale Agenti si è persino avventurato a chiedere quali specifici requisisti di onorabilità dovrebbe avere questo consigliere invece che contestare l’intero impianto ad IVASS.
E’ evidente che continua questo metodo inaccettabile da parte dell’Autorità Italiana di applicare norme scritte per le imprese di assicurazioni o per le banche anche ai piccoli e medi intermediari cercando, con lo spettro delle sanzioni, di rovinare la serena attività dell’intermediario o peggio di porre a suo carico le responsabilità invece delle imprese.
Infatti ci si chiede come faccia un piccolo intermediario a violare le norme antiriciclaggio dovendo giocoforza il proprio operato passare tramite l’impresa di assicurazioni o una banca che invece hanno strumenti e risorse per applicare le burocratiche norme europee sull’antiriciclaggio.
Noi non possiamo fare molto per la Categoria, le altre associazioni perseguono obiettivi differenti dai nostri, vendono servizi agli associati, polizze abbonamenti fanno politica e cene conviviali ma nessuno si occupa di una lotta seria e ferma a queste imposizioni che poi in Italia, secondo una prassi consolidata del Governo di Roma, vengono inasprite da sanzioni fuori misura e ulteriore burocrazia per la quale il nostro Paese è tristemente noto.
Quindi suggeriamo di ottenere un parere legale dal Vostro legale di fiducia per come meglio cercare di evitare sanzioni e raccomandiamo di tenere procedure scritte per la gestione dell’attività quotidiana.
Anche se può apparire inutile la tenuta di procedure in piccole o medie realtà, le procedure in qualche modo costituiscono una verità facile da provare in caso di contestazione ed in qualche modo dare uno strumento di difesa al povero intermediario attaccato da enti che con le sanzioni si mantengono.