con provvedimento n. 169 del 15.1.2026 IVASS pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 20 del 26.1.2026 ha deciso di far nuovamente modificare i documenti appena modificati per effetto del provvedimento 163 del 25.11.2025.
Entro il 10.2.2026 sarà quindi necessario nuovamente:
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modificare il MUP (Modello Unico Precontrattuale) aggiungendo la sezione VIII Oblio Oncologico come da generiche quanto criptiche istruzioni impartite da IVASS allegate al provvedimento;
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far modificare dalle Imprese i DIP Aggiuntivi aggiungendo la sezione “Cos’è l’oblio oncologico” come da istruzioni IVASS allegate al provvedimento.
Abbiamo protestato presso IVASS sia perché appesantire in questo modo le informative da fornire ai clienti produrrà soltanto l’esito di creare un documento talmente pesante che sarà ignorato dagli assicurati e dai consumatori vanificando qualsiasi utilità dello stesso e sia perché non pare rispettoso dei lavoratori del settore degli intermediari assicurativi questi continui adempimenti con scadenze di 15 giorni (l’ultima modifica del MUP e dei DIP Aggiuntivi è stata imposta il 14.1.2026 con il provvedimento 163 del 25.11.2025) che non solo ledono il diritto dei lavoratori ma causano rischi per errori ed omissioni che potevano facilmente essere evitati concentrando le modifiche di questi documenti limitandoli ad una modifica complessiva con cadenza biennale e con preavviso di almeno 12 mesi.
Non si discute circa il diritto all’oblio oncologico che è Legge dello Stato, si critica l’inutilità di riportare nei MUP e nei DIP Aggiuntivi solo talune norme di Legge quando ovviamente il compito di rendere pubbliche le Leggi spetta allo Stato ed alle Autorità competenti non certamente ai privati lavoratori che al contrario contribuiscono alle entrate dello Stato con il proprio lavoro e solo per questo meriterebbero ben altro rispetto.
Abbiamo segnalato all’IVASS che la situazione in Italia è particolarmente grave con un grande senso di impunità delle imprese di assicurazioni che scaricano sugli intermediari ogni onere e responsabilità e con il rischio reale che gli imprenditori ed i lavoratori pensino seriamente di lasciare l’Italia per spostarsi in Paesi limitrofi più liberali e rispettosi dei lavoratori e più serveri con le imprese di assicurazioni.