Con Decreto del MEF in data 26 settembre 2025 (Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 230 del 3.10.2025) sono state stabilite le seguenti quote per il contributo di vigilanza dovute:
(dovuto dai soggetti iscritti al RUI - sia operativi che inoperativi - alla data del 30.5.2025):
-
Lettera A, B o F: persone fisiche Euro 55,00 (incremento rispetto allo scorso anno del 17%)
-
Lettera A, B o F: persone giuridiche Euro 325,00 (incremento del 18% rispetto allo scorso anno);
-
Lettera C: Euro 21,00 (incremento del 17%);
-
Lettera D: diversi importi in base al fatturato;
-
Lettera E: nel Regolamento e nel Decreto per il contributo di vigilanza gli iscritti alla lettera E non risultano menzionati e quindi nulla devono a tal fine;
Con provvedimento n. 161 del 28.10.2025 l’IVASS ha stabilito che per il pagamento debba essere utilizzato questo sito: https://web1.unimaticaspa.it/unipay/startPayment.jsp?tenant=ivass e che il pagamento debba avvenire entro il giorno 27.11.2025 secondo le istruzioni allegate.
L’IVASS, ha demandato alla Società Unimatica-RGI Spa l’invio di PEC ad ogni iscritto al RUI con la richiesta di pagamento. Tuttavia anche ove la PEC non pervenisse il contributo va in ogni caso versato seguendo le modalità sopra indicate.
Assointermediari giudica vergognoso l’aumento imposto dal Ministero senza neppure interpellarci e senza alcuna giustificazione economica nell’ottica di un balzello che colpisce le società in modo non proporzionale al fatturato contro ogni logica costituzionale del nostro Paese ed a favore esclusivamente dei grossi gruppi che, anche con questa manovra, vogliono costringere i medi e piccoli operatori indipendenti alla resa ed alla chiusura.
Infine ci chiediamo perché le Autorità nazionali di vigilanza non vengano chiuse delegando la più efficiente e meno costosa EIOPA alle funzioni di vigilanza riducendo i costi nell’ottica, da sempre divulgata da Banca di Italia, che chiama grandi i grossi operatori e quindi dovrebbe condividere di accentrare in una “grande” autorità Europea i poteri di vigilanza, riducendo i costi per gli imprenditori e magari riportandoli ad un corretto rapporto con il fatturato come le norme ed il buon senso richiedono.